Il telescopio spaziale James Webb ha studiato le tipologie di anidride carbonica presenti sulle lune di Saturno.
Un recente studio presentato al Planetary Science Journal, in cui un team di ricercatori ha studiato i diversi tipi di CO₂ presenti su diverse lune di medie dimensioni di Saturno, ne ha rivelato ben quattro tipi distinti. Questo studio ha il potenziale per aiutare gli scienziati a comprendere meglio l’esistenza della CO₂ sui corpi planetari e cosa questo potrebbe significare per la loro formazione ed evoluzione, e potenzialmente se potrebbero ospitare la vita come la conosciamo. Per lo studio, i ricercatori hanno utilizzato i dati ottenuti dal potente James Webb Space Telescope (JWST) della NASA per osservare e analizzare la presenza di CO₂ su otto lune di medie dimensioni di Saturno, tra cui (in ordine alfabetico) Dione, Encelado, Iperione, Giapeto, Mimas, Febe, Rea e Teti. L’obiettivo dello studio era accertare i tipi di CO₂ su ciascuna luna attraverso le variazioni di lunghezza d’onda nei dati del JWST.
La storia dell’anidride carbonica delle lune

I ricercatori hanno identificato quattro tipi di CO₂ intrappolata sulle lune, con la CO₂ su Dione e Rea proveniente dall’anello E di Saturno. Hanno così concluso che la CO₂ è prodotta da composti organici su Febe, che poi si trasferiscono nelle regioni oscure di Giapeto e Iperione. Infine, i ricercatori hanno scoperto CO₂ intrappolata nel ghiaccio d’acqua su Giapeto e Iperione. A completamento di queste interessanti scoperte, i ricercatori sottolineano come potrebbero essere estese alle lune galileiane di Giove.
Queste osservazioni hanno implicazioni interessanti anche per i satelliti ghiacciati galileiani e per lo stato della loro CO₂. Le interpretazioni della CO₂ rilevata sui satelliti galileiani sono talvolta simili a quelle fornite per i satelliti saturniani, sebbene in alcuni casi la somiglianza dell’interpretazione sia presente nonostante le grandi differenze spettrali.
Questo studio è stato condotto dopo che gli scienziati hanno utilizzato i dati del James Webb per identificare il carbonio sulla lunadi Giove, Europa, nel 2023, a seguito di uno studio del telescopio spaziale Hubble che vi aveva trovato carbonio nel 2019. Oltre al sistema solare, il JWST ha osservato CO₂ su diversi esopianeti giganti gassosi all’interno del sistema HR 8799 all’inizio di quest’anno.
L’importanza della CO₂

Sebbene la CO₂ costituisca solo circa lo 0,04% dell’atmosfera terrestre, svolge un ruolo cruciale nella regolazione della temperatura del pianeta e della vita vegetale, poiché le piante utilizzano la fotosintesi per convertire la CO₂ in ossigeno. Oltre alla Terra e nel nostro sistema solare, la CO₂ è presente in abbondanza su Venere e Marte, contribuendo all’effetto serra incontrollabile del primo; si stima che entrambi i pianeti contengano circa il 96% di CO₂ nelle rispettive atmosfere.
Anche se la CO₂ non è considerata una biofirma definitiva, gli scienziati possono utilizzare la sua presenza per indicare la possibilità di attività biologica, fornendo al contempo una maggiore comprensione dell’abitabilità di un corpo planetario, sia nella sua atmosfera che sulla sua superficie. Nonostante le lune analizzate per questo studio siano tutte corpi privi di aria, la presenza di CO₂ potrebbe fornire indizi sulla loro storia, in particolare sulla loro formazione ed evoluzione e sul ruolo degli anelli di Saturno in questo.
In futuro, i ricercatori auspicano che vengano condotte ulteriori ricerche sul materiale oscuro osservato su diverse lune di Saturno, insieme a esperimenti di laboratorio che potrebbero far luce sui processi responsabili dell’intrappolamento della CO₂.
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Per saperne di più
- Leggi l’articolo originale su Universe Today
- Leggi il paper scientifico intitolato “A JWST study of CO2 on the satellites of Saturn” pubblicato su Planetary Science Journal
