Il lancio di un razzo produce fino a 300 tonnellate di anidride carbonica, che può rimanere negli strati superiori dell’atmosfera anche per diversi anni.

Lo scorso luglio un razzo della Virgin Galactic ha portato Richard Branson nello spazio, a circa 86km di altezza. Allo stesso modo, qualche settimana dopo, anche il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, ha intrapreso un viaggio simile insieme ad altre due persone. Una nuova era spaziale è alle porte, insomma: quella dei turisti nello spazio. Ma c’è qualcosa che rischiamo di peggiorare, a livello ambientale, con questi nuovi viaggi spaziali: l’inquinamento globale. Cerchiamo di capire come sono collegate le due cose in questo articolo.

Falcon9
Credit: SpaceX

Cosa c’entrano i viaggi spaziali con l’inquinamento globale?

La corsa allo spazio è iniziata. In un precedente articolo vi avevamo già raccontato di come privati cittadini si stiano preparando ad andare in orbita attorno alla Terra con un razzo di SpaceX. L’uso di questi veicoli, però, potrebbe rappresentare un problema per l’equilibrio ambientale del nostro pianeta. Secondo Eloise Marais, professoressa di geografia fisica presso l’Università di Londra, sostiene che l’impatto dei combustibili dei razzi avrà costi ambientali altissimi, per la Terra.

Quando un razzo viene lanciato nello spazio, infatti, richiede un’enorme quantità di propellente per uscire dall’atmosfera terrestre. Per il razzo Falcon 9 di SpaceX, ad esempio, è cherosene, mentre la NASA utilizza idrogeno liquido nel suo nuovo sistema di lancio spaziale. Questi combustibili emettono una ricca varietà di sostanze nell’atmosfera, tra cui anidride carbonica, acqua, cloro e altri elementi chimici.

È vero che le emissioni di carbonio dei razzi sono nettamente inferiori rispetto a quelle dell’industria aeronautica, ma è altrettanto vero che i lanci sono in costante aumento (quasi il 5,6% all’anno). La scienziata ha effettuato una simulazione che copre i prossimi dieci anni, per capire con esattezza quanto il nostro pianeta potrà resistere.

Il motore del razzo dell’Unity 22 con cui Richard Branson è andato nello spazio. Credit: Virgin Galactic.

Le emissioni di anidride carbonica negli strati più alti dell’atmosfera

“Per un volo aereo a lungo raggio”, afferma la Marais, “vengono emesse da una a tre tonnellate di anidride carbonica per passeggero”. Il problema è che le emissioni dei razzi vengono emesse direttamente negli strati superiori dell’atmosfera. Questo significa anche che vi rimangono per più tempo, da due a tre anni. Banalmente, anche l’acqua può essere causa di inquinamento atmosferico. Quella che viene rilasciata dai razzi nell’atmosfera superiore, infatti, può avere un serio impatto sul riscaldamento globale.

Vicino alla superficie terrestre tutti i combustibili emettono enormi quantità di calore che, oltre ad aggiungere ozono alla troposfera, agiscono come gas serra e trattengono il calore. Nell’atmosfera superiore, invece, rischiamo di distruggere ulteriormente il sottile strato di ozono che protegge la Terra con questa combinazione killer di elementi chimici derivanti dalla combustione dei razzi spaziali.

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