Il Near-Earth Asteroid Scout verrà lanciato con la missione Artemis I per studiare da vicino il più piccolo asteroide mai visitato da un’astronave. Ecco cosa sappiamo in proposito.

Il primo volo di Artemis I sarà senza equipaggio. La NASA sfrutterà questo test per mandare un piccolo veicolo spaziale verso un asteroide chiamato 2020 GE, grande pressappoco 18 metri. Si tratta del più piccolo asteroide mai visitato da una sonda. Il veicolo spaziale utilizzerà una telecamera scientifica per dare un’occhiata da vicino, misurandone dimensioni, forma, ma anche rotazione e proprietà della superficie. La NASA sarà in grado di determinare se 2020 GE sia solido oppure composto da rocce più piccole e polvere, come asteroidi esplorati in precedenza.

NEA Scout
NEA Scout è costituito da un piccolo CubeSat delle dimensioni di una scatola da scarpe (in alto a sinistra) e da una sottile vela solare rivestita in alluminio grande come un campo da squash (in basso a sinistra). Dopo che il veicolo spaziale sarà stato lanciato a bordo di Artemis I, la vela utilizzerà la luce solare per spingere il CubeSat verso un piccolo asteroide (a destra). Credit: NASA

Il più piccolo oggetto mai esplorato

L’asteroide 2020 GE è stato scoperto il 12 marzo 2020 grazie al Catalina Sky Survey dell’Università dell’Arizona. NEA Scout ci aiuterà a migliorare la comprensione di questi piccoli asteroidi che si trovano vicino alla Terra. La missione, che si colloca all’interno del progetto Artemis, fungerà da apripista per le future missioni umane e robotiche nello spazio. Uno degli obiettivi principali è aiutarci a capire come potremmo difenderci nell’eventualità che uno di questi oggetti colpisca la Terra.

La meteora di Chelyabinsk, ad esempio, causata da un piccolo asteroide di circa 20 cm di diametro, precipitò sull’omonima città russa il 15 febbraio 2013 e ferì più di 1600 persone. Capite bene che non c’è da scherzare con oggetti di questo tipo. Imparare di più sull’asteroide 2020 GE ci aiuterà non solo a capire come difendere il nostro pianeta, in futuro, ma anche a utilizzare le vele solari per viaggiare nello spazio profondo.

Realizzata in alluminio rivestito di plastica più sottile di un capello umano, questa vela simile ad uno specchio genererà spinta riflettendo i fotoni solari e fungerà da propulsore per indirizzare la navicella verso il piccolo asteroide. Le vele solari rappresentano una grande scommessa per la scienza, perché potrebbero consentirci di inviare sonde spaziali molto lontano ad una velocità incredibile.

Riferimenti:

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