Secondo un nuovo studio sul “paradosso del cielo rosso”, le nane rosse non sarebbero l’ideale per ospitare esopianeti abitabili.

Ci sono diversi fattori che rendono un esopianeta potenzialmente abitale. Questa compatibilità con lo sviluppo della vita deve per forza fare i conti con la stella attorno a cui il corpo celeste orbita. Il parametro principale è la dimensione della stella, perché influenza non poco le condizioni del pianeta stesso. Composizione chimica, durata vitale, intensità del vento solare e intensità gravitazionale sono solo alcuni degli effetti della stella in un sistema planetario. Nello specifico, il nostro sole appartiene alle nane gialle, ovvero alcune tra le stelle più piccole dell’universo.

Due esopianeti in orbita attorno a una nana rossa. Credits: NASA\Caltech

Con il tempo gli astronomi hanno però scoperto stelle ancora più piccole e fredde, le cosiddette nane rosse. Grandi la metà del nostro sole, sono invisibili ad occhio nudo, ma sono in grado di “ospitare” un sistema planetario. Sono anche numerose: nella Via Lattea sono circa i tre quarti delle stelle totali. Gli scienziati pensavano che le nane rosse potessero accogliere esopianeti abitabili, ma sono molto diverse dal nostro sole. È quello che molti studiosi chiamano “paradosso del cielo rosso”.

Le nane rosse hanno indubbiamente dei vantaggi: sono più longeve (trilioni di anni contro i miliardi di anni delle nane gialle) e “fredde”. Questo fattore permetterebbe alla vita di svilupparsi in tempi più lunghi e ai pianeti di avvicinarsi alla stella. Nonostante ciò, uno svantaggio potrebbe essere che le nane rosse hanno frequenti eruzioni, con conseguenti emissioni di radiazioni importanti per i pianeti vicini.

Nana rossa e vita: una cintura “stretta”

Un articolo scritto da Anna Childs, Rebecca Martin e Mario Livio dell’Università del Nevada, indicherebbe che non ci sarebbero presupposti per la vita attorno a una nana rossa. Gli studiosi hanno incrociato studi e ricerche sull’evoluzione della composizione chimica della nostra Terra. Il risultato è stato che il “rifornimento” dei componenti chimici adatti alla vita è avvenuto grazie alla caduta degli asteroidi durante la tarda giovinezza del nostro sistema solare.

Per avere però questi eventi un sistema solare deve soddisfare due condizioni: 1) avere una cintura di asteroidi stabile e 2) avere un pianeta gassoso oltre la linea di neve (linea oltre la quale i composti gassosi diventano solidi). Questo pianeta, di composizione simile a Giove e circa 0.3-60 volte la sua grandezza, destabilizza gli asteroidi della cintura e li “spara” sull’esopianeta abitabile.

Nonostante sia possibile la presenza della cintura di asteroidi, gli scienziati non hanno trovato pianeti gassosi nei sistemi solari con esopianeti potenzialmente abitabili. Questo potrebbe complicare ulteriormente l’architettura di un sistema solare abitabile. Non si esclude però la possibilità che la vita ci possa sorprendere e formarsi in modi inaspettati.

https://www.sciencealert.com/this-trait-of-red-dwarf-star-systems-could-help-us-resolve-the-red-sky-paradox

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