Il team di Perseverance ha utilizzato un’intelligenza artificiale per creare un percorso sicuro sulla superficie del Pianeta Rosso.

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Il rover Perseverance della NASA ha completato i primi passi su Marte pianificati dall’intelligenza artificiale. Eseguita l’8 e il 10 dicembre e guidata dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, la dimostrazione ha utilizzato l’intelligenza artificiale generativa per creare waypoint, i punti del percorso da raggiungere, di Perseverance, un compito decisionale complesso, solitamente svolto manualmente dai pianificatori umani del rover della missione. Tecnologie autonome come questa possono aiutare le missioni a operare in modo più efficiente, a rispondere a terreni difficili e ad aumentare il ritorno scientifico man mano che la distanza dalla Terra aumenta. È un esempio lampante di come i team applichino le nuove tecnologie con attenzione e responsabilità nelle operazioni reali.

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L’introduzione dell’IA

Questa animazione di Perseverance della NASA è stata creata con lo strumento di visualizzazione Caspian utilizzando i dati acquisiti durante un viaggio di 246 metri sul bordo del cratere Jezero effettuato dal rover il 10 dicembre 2025, il 1709° giorno marziano, o sol, della missione. Crediti: NASA\JPL

Durante la dimostrazione, il team ha sfruttato un tipo di intelligenza artificiale generativa, con modelli di linguaggio visivo, per analizzare i dati esistenti provenienti dal dataset della missione di superficie del JPL. L’intelligenza artificiale ha utilizzato le stesse immagini e gli stessi dati su cui si basano i pianificatori umani per generare waypoint – posizioni fisse in cui il rover acquisisce una nuova serie di istruzioni – in modo che Perseverance potesse navigare in sicurezza sull’impegnativo terreno marziano.

L’iniziativa è stata condotta dal Rover Operations Center (ROC) del JPL in collaborazione con Anthropic, utilizzando i modelli di intelligenza artificiale Claude dell’azienda. Per garantire che le istruzioni dell’IA fossero pienamente compatibili con il software di guida del rover, il team di ingegneri ha elaborato i comandi anche tramite il “gemello digitale” di Perseverance (una replica virtuale del rover), verificando oltre 500.000 variabili di telemetria prima di inviare i comandi verso Marte.

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Guida autonoma

Perseverance percorsi
Questa immagine orbitale annotata mostra i percorsi pianificati dall’IA (rappresentati in magenta) e quelli effettivi (in arancione) seguiti dal rover Perseverance su Marte durante il suo viaggio del 10 dicembre 2025 verso il cratere Jezero. Il viaggio è stato il secondo di due dimostrazioni che dimostrano come l’IA generativa possa essere integrata nella pianificazione del percorso del rover. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UofA

Marte dista in media circa 225 milioni di chilometri dalla Terra. Questa enorme distanza crea un significativo ritardo di comunicazione, rendendo impossibile il controllo remoto in tempo reale di un rover. Invece, negli ultimi 28 anni, nel corso di diverse missioni, i percorsi dei rover sono stati pianificati ed eseguiti da “piloti” umani, che analizzano il terreno e i dati di stato per tracciare un percorso utilizzando waypoint, solitamente distanziati di non più di 100 metri l’uno dall’altro per evitare potenziali pericoli. Quindi inviano i piani tramite il Deep Space Network della NASA al rover che li riceve attraverso le sonde in orbita attorno a Marte, e li esegue.

Ma questa volta il team ha fatto qualcosa di diverso: l’intelligenza artificiale generativa ha fornito l’analisi delle immagini orbitali ad alta risoluzione della telecamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA e dei dati sulla pendenza del terreno provenienti dai modelli digitali di elevazione. Dopo aver identificato le caratteristiche critiche del terreno – substrato roccioso, affioramenti, pericolosi campi di massi, increspature di sabbia e simili – ha generato un percorso continuo completo di waypoint.

Il selfie di Perseverance nel cratere Jezero vicino alla roccia denominata “Rochette”. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

L’8 dicembre, con i waypoint generati dall’intelligenza artificiale in memoria, Perseverance ha percorso 210 metri. Due giorni dopo, ne ha accumulati ben 246. Questa tipologia di guida autonoma si rivelerà fondamentale per le future missioni NASA che prevedono l’utilizzo di rover, e la prima potrebbe non essere così lontana. La missione Dragonfly, che ha l’obbiettivo di studiare la superficie di Titano, potrebbe appoggiarsi a queste applicazioni studiate per Marte dal momento che la distanza è ancora maggiore.

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