Il 4 febbraio SpaceX ha lanciato nello spazio 49 satelliti che facevano parte del progetto Starlink. La maggior parte è bruciata nell’atmosfera, ecco perché.

Le tempeste geomagnetiche si verificano quando particelle di energia solare interagiscono con l’atmosfera della Terra. Le fluttuazioni che avvengono all’interno del Sole rilasciano elettroni, protoni e altre particelle cariche nello spazio. A volte, anche i satelliti possono essere vittime di queste tempeste. È quanto accaduto a molti satelliti Starlink, che SpaceX aveva inviato nello spazio lo scorso 4 febbraio. Molti di questi, infatti, sono bruciati nell’atmosfera pochi giorni dopo: un danno da 50 milioni di dollari.

Sole
Il Sole emette grandi quantità di energia e particelle che possono distruggere i satelliti terrestri. Credit: NASA/GSFC/SDO

Come avvengono le tempeste geomagnetiche

Il Sole rilascia sempre nello spazio una gran quantità di particelle cariche. È quello che gli scienziati chiamano vento solare, che si porta dietro anche il campo magnetico del Sole. A volte, però, queste fluttuazioni scagliano verso la Terra particelle insolitamente forti, causando vere e proprie tempeste geomagnetiche.

Le due cause più comuni delle tempeste geomagnetiche sono le espulsioni di massa coronale del Sole (esplosioni di plasma dalla superficie del Sole) e il vento solare che attraversa i buchi coronali (punti a bassa densità che si trovano nell’atmosfera esterna del Sole). La velocità con cui il plasma espulso e il vento solare arrivano sulla Terra sono un fattore importante: maggiore è la velocità, più forte è la tempesta geomagnetica. Di norma, il vento solare viaggia a circa 1,4 milioni di km/h. Forti venti solari, però, possono essere anche cinque volte più veloci.

La più grande tempesta geomagnetica della storia fu registrata nel settembre 1859. Quando le particelle colpirono il nostro pianeta, causarono interruzioni nelle linee telegrafiche e in alcuni casi, fecero incendiare gli strumenti. Se una tempesta del genere colpisse la Terra oggi, causerebbe circa 2 trilioni di dollari di danni.

Satelliti Starlink distrutti dal Sole: ecco come è successo

È esattamente ciò che è successo ai satelliti Starlink di SpaceX. Questi satelliti erano stati lanciati con i razzi Falcon 9 in un’orbita bassa, tra i 100 e i 200 km sopra la superficie terrestre. I satelliti utilizzano i motori di bordo per superare lentamente la resistenza dell’atmosfera terrestre in modo da salire alla loro altitudine finale (550 km).

L’ultimo gruppo di satelliti Starlink ha incrociato una tempesta geomagnetica mentre era ancora nella bassa orbita terrestre. I loro motori non sono stati in grado di superare la resistenza terrestre e i satelliti hanno iniziato lentamente a ricadere verso la Terra e alla fine si sono bruciati nell’atmosfera.

D’altronde i satelliti sono fondamentali per il funzionamento di gran parte della tecnologia del mondo e proteggerli è una sfida a cui sono chiamati gli scienziati. I rischi potrebbero essere ridotti al minimo, in futuro, sviluppando materiali più resistenti a questo tipo di radiazioni. La capacità di prevedere con precisione le tempeste solari ci consentirebbe di salvaguardare i satelliti e in tal senso sarà importante il lavoro della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), già pronta a cogliere in anticipo i “capricci” del Sole.

Riferimenti:

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