I ricercatori hanno analizzato i dati dei granelli di ghiaccio raccolti durante un sorvolo della sonda Cassini attraverso una nube della luna ghiacciata Encelado.
Una nuova analisi dei dati della missione Cassini della NASA ha rilevato prove di composti organici in precedenza non rilevati in un pennacchio di particelle di ghiaccio espulse dall’oceano che si trova sotto il guscio ghiacciato della luna di Saturno Encelado. I ricercatori hanno individuato non solo molecole già note, ma anche nuove molecole che potrebbero indicare un’attività chimica o biochimica. I granelli di ghiaccio studiati sono stati raccolti a soli 21 chilometri dalla superficie lunare e rappresentano la prima volta che gli scienziati hanno osservato questa diversità di composti organici in particelle fresche espulse dalle acque sotterranee di Encelado. Questi risultati rappresentano un passo importante verso la conferma della presenza di una chimica organica attiva al di sotto della superficie lunare ed è il tipo di attività chimica che potrebbe supportare composti importanti per i processi biologici e componenti essenziali della vita sulla Terra.
Nuovi composti organici

Oltre ad aumentare la diversità delle sostanze organiche rilevate, il recente lavoro ha aggiunto un nuovo livello alle scoperte precedenti, analizzando le particelle raccolte dalla sonda Cassini quando ha attraversato direttamente un pennacchio, il metodo migliore dopo l’immersione diretta nell’oceano lunare che attualmente non è possibile effettuare.
Gli scienziati sapevano, grazie alle analisi precedenti dei dati della sonda Cassini, che composti organici contenenti azoto e ossigeno erano presenti nelle particelle dell’anello E di Saturno, una debole e ampia fascia esterna attorno al pianeta, alimentata dal materiale ghiacciato che si dirama dai pennacchi di Encelado. Ma la nuova ricerca ha analizzato i granelli di ghiaccio provenienti da un pennacchio lunare, ossia quelli più vicini alla loro origine sotterranea.
“Queste molecole che abbiamo trovato nel materiale appena espulso dimostrano che le complesse molecole organiche rilevate dalla sonda Cassini nell’anello E di Saturno non sono soltanto il prodotto di una lunga esposizione allo spazio, ma sono facilmente reperibili nell’oceano di Encelado“, ha affermato il coautore Frank Postberg, anch’egli della Freie Universität Berlin.
Rapido ed efficace

I dati furono raccolti e inviati sulla Terra nel 2008, quando particelle di ghiaccio colpirono lo strumento Cosmic Dust Analyzer della sonda Cassini. Oltre a provenire direttamente da un pennacchio, i granelli di ghiaccio avevano un altro vantaggio: erano stati ridotti in mille pezzi quando avevano colpito lo strumento durante il rapido sorvolo della sonda che viaggiava a 18 chilometri al secondo rispetto alla Luna.
L’energia dell’impatto ha vaporizzato i granelli di ghiaccio e ne ha ionizzato una frazione significativa. Questi ioni furono poi analizzati dallo spettrometro di massa dello strumento, che ne esaminò la composizione chimica. Gli autori dello studio sono riusciti ad analizzare i frammenti più piccoli, inferiori a un millesimo di millimetro, persino più piccoli di un virus influenzale, e a identificare composti organici che non avevano mai visto prima nelle particelle del pennacchio.
I composti appena rilevati includono quelli appartenenti alle famiglie degli esteri e degli eteri alifatici e ciclici, alcuni dei quali presentano doppi legami molecolari. Insieme ai composti aromatici, contenenti azoto e ossigeno, se confermati, questi composti possono costituire gli elementi costitutivi per supportare reazioni e processi chimici che avrebbero potuto portare a una chimica organica più complessa, il tipo di chimica che interessa l’astrobiologia che restringe il campo di ricerca della vita nel Sistema Solare.
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Per saperne di più
- Leggi l’articolo originale su NASA\JPL
- Leggi il paper scientifico intitolato “Detection of organic compounds in freshly ejected ice grains from Enceladus’s oceanr” pubblicato su Nature Astronomy
