Quasi 9 anni con Voyager 2, poco più di 6 con Starship: il piano del MIT per raggiungere più velocemente Urano.

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Da quasi quarant’anni, nessun veicolo terrestre visita Urano. Identificato dal Decadal Survey statunitense come la priorità assoluta per la prossima grande missione “flagship”, questo gigante di ghiaccio rimane un mistero. L’unico sorvolo risale al lontano 1986 con la Voyager 2. Una missione moderna per orbitare attorno al pianeta, dovendo frenare, richiederebbe oltre 13 anni usando i razzi attuali. Ma cosa succederebbe se l’equazione venisse riscritta da un lanciatore super pesante?

La proposta: rifornimento orbitale e frenata con l’atmosfera

Uno studio del 2025 condotto da ricercatori del MIT, propone un’architettura radicalmente diversa. Il piano elimina la necessità di fionde gravitazionali multiple, che allungano i tempi di viaggio.
​La missione funzionerebbe così: Starship lancia la sonda in orbita terrestre bassa. Qui, la nave viene rifornita di propellente da altre navi cisterna Starship. Con il pieno di carburante, Starship può eseguire un’iniezione trans-uraniana ad altissima energia, una “partenza sparata” impossibile per i razzi attuali.

Il vero cambio di paradigma avviene all’arrivo. Invece di trasportare tonnellate di propellente per frenare, la sonda utilizzerebbe lo scudo termico di Starship (o una sua versione) per effettuare l’aerobraking. Si tratta di una serie di passaggi controllati nell’alta atmosfera di Urano per usare l’attrito atmosferico come un gigantesco freno.
​Questo approccio “brute force” (alta velocità di partenza e frenata atmosferica) ridurrebbe il tempo di viaggio totale a circa 6 anni e mezzo.

Urano

Una “missione verso Urano su carta”

Nonostante, sul piano teorico, le promesse restano ottime, questo piano resta una missione su carta. La sua fattibilità, prevista per una finestra di lancio nel 2030, dipende da tecnologie che, ad oggi, non sono ancora mature. L’intero piano si regge sulla capacità di SpaceX di padroneggiare due sfide complesse: il rifornimento orbitale su larga scala e l’aerobraking interplanetario, ovvero la capacità dello scudo termico di gestire un ingresso così violento nell’atmosfera di Urano.


Fonte:

  1. Gochenaur, D., Gentgen, C., & de Weck, O. (2025). Starship as an Enabling Option for a Uranus Flagship Mission.