Pubblicata una nuova immagine inedita della cometa interstellare 3I/ATLAS grazie alla sonda Juice. La foto rivela un’attività cometaria visibile da una prospettiva unica nello spazio

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L’ESA ha pubblicato una nuova immagine della cometa 3I/ATLAS scattata dalla NavCam della sonda Juice. L’immagine è stata catturata il 2 novembre 2025, durante il primo slot di osservazione di Juice, due giorni prima del sorvolo più ravvicinato del 4 novembre a circa 66 milioni di km. Lo scatto non era pianificato: la NavCam stava eseguendo normali test di navigazione, e proprio in quei minuti la cometa è entrata nel suo campo visivo. All’apparenza, per chi cerca “lo scatto ufficiale” è un’immagine sgranata, ma per gli scienziati contiene informazioni molto importanti che non si sarebbero ottenute dalla Terra.

Questa cosa è interessante perché la NavCam, essendo “solo” una camera di servizio, di solito fotografa stelle di riferimento e non fenomeni astronomici veri e propri. Quindi qualsiasi dettaglio che riesce a catturare ha un valore aggiunto, proprio perché non è ottimizzata come gli strumenti scientifici principali.

La conferma dell’attività

La NavCam è come dicevamo, pensata per la navigazione, non per le immagini scientifiche ad alta risoluzione e il fatto che mostri coma e code è indicativo dell’attività intrinseca dell’oggetto. ESA spiega che per vedere cosa c’era il team ha scaricato solo un quarto di una singola immagine NavCam, e ha trovato una coma chiaramente visibile e perfino tracce di due code.

Cometa interstellare 3I/ATLAS
Credit: Rolando Ligustri

Nella cornice si riconosce sia una coda di plasma, orientata in una direzione, sia una coda più debole di polvere in un’altra direzione. La cosa utile di vederle entrambe è che la coda di plasma segue il vento solare, mentre quella di polvere segue il moto della cometa, guardarle insieme aiuta a capire quanto materiale la cometa sta perdendo e come reagisce alle radiazioni del Sole.

È un dettaglio importante: finora sono stati confermati solo 3 visitatori interstellari e, tra quelli osservati, solo 2I/Borisov aveva mostrato un’attività cometaria evidente. Per confronto, Oumuamua non mostrò nessuna attività e infatti fu un caso molto discusso, Borisov invece brillò come una cometa classica.

Una prospettiva impossibile dalla Terra

Il valore scientifico di questo scatto risiede nella geometria. Per fare un esempio più “quotidiano”, è un po’ come vedere un oggetto con una fotocamera frontale e una laterale allo stesso tempo. Questa differenza angolare permette di ricostruire meglio la forma della nube di polvere e capire come riflette la luce, cosa impossibile da fare guardando solo da Terra. Nel frattempo, i dati completi su 3I/ATLAS dovrebbero arrivare a Terra a febbraio 2026, quando il team avrà analizzato i risultati al meglio.

​Il motivo del ritardo

Qualcuno si starà giustamente chiedendo il perché dobbiamo aspettare mesi per i dati completi. Domanda lecita. La sonda sta usando la sua antenna principale ad alto guadagno come scudo termico per proteggersi dal Sole; questo rallenta drasticamente la velocità di trasmissione verso Terra, è una limitazione temporanea che Juice si porta dietro fin dall’arrivo nella zona interna del Sistema Solare e finché la sonda non può ruotare liberamente l’antenna, inviare i dati richiede sempre molto più tempo del normale.

Un regalo della coincidenza

​Quella di cui parliamo è un’osservazione non programmata: la missione Juice non era progettata per studiare comete, ma la coincidenza ha permesso di ottenere un’informazione che altrimenti sarebbe andata persa. Gli astronomi confronteranno ora l’attività di 3I/Atlas con quella di 2I/Borisov per capire se questi oggetti portano con sé una chimica diversa da quella delle comete del nostro Sistema Solare.

Juice prosegue verso le lune ghiacciate di Giove; intanto l’osservazione fornisce un dato in più per comprendere gli oggetti interstellari. Curiosamente, anche nel caso di 2I/Borisov una delle prime immagini utili arrivò grazie a un’osservazione non programmata. Questi eventi “casuali” sono diventati parte della storia degli oggetti interstellari: arrivano senza avviso e costringono le missioni a improvvisare. In basso potete vedere l’immagine inedita di 3I/ATLAS di cui vi abbiamo parlato.

3I/ATLAS e la foto di Juice che nessuno si aspettava: un’immagine imprevista conferma l’attività cometaria
3I/ATLAS ripresa da Juice. Credit: ESA/Juice/NavCam

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