I potenti della Terra si sono impegnati a porre fine alla deforestazione, ridurre le emissioni di metano e fermare gli investimenti pubblici sul carbone. Riusciranno a fermare i cambiamenti climatici?

Nei primi giorni della 26esima Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite abbiamo assistito a una miriade di annunci da parte dei governi di tutto il mondo, che promettono di affrontare a viso aperto questo problema. Dai piani per ridurre gradualmente gli investimenti sul carbone, allo stop alla deforestazione.

La rivista scientifica Nature, però, ha deciso di chiedere direttamente agli scienziati cosa ne pensano degli impegni presi finora.

Un incendio boschivo. Credit: geralt (Pixabay)

Le emissioni di metano

Uno degli argomenti chiave della prima settimana di COP26 è stato l’accordo per ridurre le emissioni di metano, potente gas serra secondo solo all’anidride carbonica in termini di impatto sul clima. L’impegno mira a ridurre le emissioni del 30% entro il 2030 ed è stato firmato da più di 100 Paesi. La ricerca ha dimostrato che la riduzione delle emissioni di metano potrebbe ridurre fino a 0,5 gradi Celsius le temperature globali, da qui al 2100.

Ha fatto invece scalpore la dichiarazione dell’India sul poter raggiungere le zero emissioni entro il 2070. Potrebbe sembrare una provocazione, in effetti, ma per gli scienziati è “molto più di quanto ci si aspettasse”. Molti di loro, infatti, rimangono scettici sulle promesse di tanti altri Paesi di voler azzerare le emissioni entro metà secolo. Ovvio, rimangono molti interrogativi sul come verranno raggiunti questi obiettivi, ma i modelli scientifici indicano che tali impegni possano realmente limitare l’aumento delle temperature a 2° C o addirittura meno.

Quanto incide la finanza sui cambiamenti climatici

Tra i vari annunci dei potenti di questa settimana, c’è quello di destinare ben 130 trilioni di dollari per azzerare le emissioni entro il 2050. I governi hanno anche detto che utilizzeranno parte di questi fondi per dotarsi di tecnologie “pulite” e non dipendere più dal carbone. I rapporti, però, suggeriscono che ci vorranno almeno altri 2 anni per raggiungere queste cifre e che il 70% circa di questi finanziamenti sarà fornito sotto forma di prestiti.

L’impatto dei cambiamenti climatici sulla Terra. Credit: Medi2Go (Pixabay)

Il problema della deforestazione

Più di 130 Paesi si sono impegnati per fermare la deforestazione entro il 2030. Tra i firmatari c’è il Brasile, la Repubblica Democratica del Congo e l’Indonesia, che ospitano quasi il 90% delle foreste mondiali. Ci sarebbe anche l’impegno di rallentare e invertire la perdita di biodiversità sul nostro pianeta. I ricercatori, però, affermano che si tratta di un obiettivo improbabile da raggiungere, senza un vero meccanismo di applicazione.

A parte, un gruppo di Paesi ricchi ha poi impegnato 12 miliardi di dollari per la protezione delle foreste tra il 2021 e il 2025, non specificando però come verranno forniti questi finanziamenti. Il Canada, uno degli autori della proposta, ha detto che “si lavorerà a stretto contatto con investitori privati”. Questo indica ancora una volta che la finanza sarà dominata dai prestiti, anche in futuro.

Ci sono comunque svariate ragioni per essere ottimisti. In passato, se si fosse menzionata la biodiversità durante le COP, “ti guardavano come se fossero sbarcati i marziani”. Non si è mai vista così tanta attenzione sul tema. L’auspicio, insomma, è che questo possa essere davvero un punto di svolta contro i cambiamenti climatici.

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