In una drammatica panoramica pubblicata dai ricercatori dell’Università dell’Alaska, i rischi legati allo scioglimento del permafrost a causa del riscaldamento globale. Ecco cosa sta succedendo.

Diciamo subito che con il termine permafrost ci si riferisce ad un tipo di terreno perennemente congelato. È quello che si trova, ad esempio, nelle regioni dell’Artico, in prossimità dei poli, ma anche sulle montagne più alte, come la catena dell’Himalaya e sulle Alpi. Ebbene, un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Alaska ha pubblicato uno studio in cui mostra come i cambiamenti climatici stiano trasformando l’ambiente artico. La ricerca include drammatici dettagli e proiezioni che riguardano il modo in cui il riscaldamento globale influenza laghi, coste, infrastrutture e vegetazione. Ecco i dettagli di questa inquietante scoperta.

permafrost
I laghi Thermokarst si formano quando il permafrost si scioglie e crea depressioni superficiali che si riempiono di acqua liquida.
Credit: Miriam Jones/USGS

Un delicato equilibrio che sta per rompersi

Non è una novità che il permafrost si sciolga. A conferma di ciò il fatto che nell’Artico ci sono numerosi laghi formati proprio dallo scioglimento del permafrost. Quello che preoccupa, semmai, è che il tasso di erosione (scioglimento) del permafrost è quasi raddoppiato, dall’inizio degli anni Duemila.

La ricerca mostra un riscaldamento diffuso e persistente del permafrost nelle regioni polari e in alta quota, negli ultimi quattro decenni. Gli scienziati hanno anche scoperto che le temperature più alte del permafrost si sono registrate a cavallo fra il 2018 e il 2019, per la stragrande maggioranza nell’Artico e nel sub-Artico. Si prevede che il permafrost continuerà a sciogliersi in modo proporzionale all’aumento delle temperature globali.

Questo non solo rischia di liberare miliardi di tonnellate di gas serra, nell’atmosfera, ma anche parassiti sepolti da migliaia di anni sotto questo strato ghiacciato. È una sorta di capsula del tempo per virus e batteri rimasti intrappolati lì sotto. Se ben ricordate i tardigradi riescono a sopravvivere a bassissime temperature e per lunghissimo tempo in ambienti di questo tipo. Il rischio, insomma, è di avere a che fare non solo con l’inquinamento atmosferico, ma anche con nuove malattie a cui potremmo essere pericolosamente esposti. Come se non bastasse il virus contro cui stiamo combattendo da ormai due anni a questa parte.

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