Per la prima volta delle spore vegetali hanno resistito al vuoto cosmico e alle radiazioni per quasi un anno. Al ritorno sulla Terra, la vita è ripartita.
Lo spazio è l’ambiente più ostile che conosciamo. Tra vuoto di pressione, temperature che oscillano violentemente e radiazioni UV, la vita complessa non dovrebbe avere scampo. Fino a oggi pensavamo che solo organismi microscopici o batteri potessero tentare l’impresa.
Una ricerca ha cambiato queste nostre convinzioni. Protagonista è il Physcomitrium patens, un muschio che ha dimostrato una resilienza impensabile: le sue spore sono sopravvissute all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per 283 giorni.
L’armatura naturale
I ricercatori dell’Università di Hokkaido non hanno esposto la pianta verde e attiva (che morirebbe), ma gli sporofiti, ovvero le capsule che contengono le spore. È stata una scommessa sulla capacità della natura di proteggere la sua discendenza.
I campioni sono rimasti agganciati fuori dalla ISS, esposti direttamente al vuoto e alle oscillazioni termiche estreme tipiche dell’ambiente orbitale.
Il risultato è stato sorprendente. Lo strato esterno dello sporofito ha agito come uno scudo “sacrificale“: si è degradato assorbendo l’energia delle radiazioni UV, ma ha salvato il prezioso carico interno. Al rientro sulla Terra, circa l’89% delle spore era ancora vitale e capace di germogliare.

Dormire nel cosmo
Non immaginate una foresta che cresce nel vuoto. Il segreto è stato lo stato di dormienza. Il muschio non ha “vissuto” nello spazio, ha messo la vita in pausa.
I modelli matematici elaborati dal team suggeriscono che queste spore, grazie alla loro armatura, potrebbero sopravvivere in queste condizioni fino a 15 anni.
Tuttavia, la scienza invita alla cautela: l’esperimento è avvenuto nell’orbita bassa, parzialmente protetta dal campo magnetico terrestre. Inoltre, restano da completare le analisi molecolari per capire se il DNA abbia subito mutazioni invisibili a occhio nudo.
Pionieri in stato di sonno
Questa scoperta non significa che domani coltiveremo giardini su Marte, ma dimostra che la vita terrestre possiede un “kit di emergenza” più robusto del previsto. Le spore di muschio potrebbero diventare i mattoni fondamentali per i futuri sistemi di supporto vitale biologico. Non servono sempre tecnologie complesse: a volte basta un guscio naturale di pochi millimetri per “attraversare l’inferno”, dormire per mesi e svegliarsi pronti a ricominciare.
Per saperne di più:
This moss survived 9 months directly exposed to the elements of space
