Quelle crepe viola nel cielo non portavano con sè solo dei villain, ma il rischio concreto di resettare le leggi della chimica in tutto l’universo.
Ormai lo sappiamo: amiamo l’MCU pur coscienti di tutti gli errori scientifici e il caos che si trascina dietro. In particolare, in Spider-Man: No Way Home, l’incantesimo fallito di Doctor Strange viene presentato come un problema di “privacy magica” andata storta. Peter Parker vuole che il mondo dimentichi la sua identità, quasi per capriccio personale, Strange è invece troppo sicuro di sé, e boom: il multiverso rischia il collasso.
Quando il cielo di New York si riempie di spaventose fratture viola, la preoccupazione immediata dei protagonisti (e del pubblico in particolare) riguarda l’arrivo dei villain dagli altri film, puro fan service, sì, servito in modo affrettato, pure. Un fisico teorico infatti, osservando quella scena, non avrebbe paura del ritorno di Green Goblin o di Electro, avrebbe paura della dissoluzione istantanea della nostra realtà materiale.
Non è la memoria, è la massa
Il film suggerisce che il pericolo derivi dall’informazione, dalla “troppa gente che sa” che cerca Peter Parker. Ma fisicamente il vero rischio è l’intrusione di massa ed energia proveniente da altri universi. Il nostro universo si trova in uno stato energetico delicato che i fisici descrivono come un “falso vuoto” metastabile, governato dal campo di Higgs.
Si può pensare al campo di Higgs (che dà massa alle particelle) come una pallina ferma in una buca a mezza altezza sul fianco di una montagna: è stabile finché non viene disturbata troppo. Quella buca non è però il fondo valle, perchè esiste uno stato di energia ancora più basso, ovvero il “vero vuoto“.
L’intrusione di Electro e la Macchina di Kadavus
Qui entra in gioco l’errore (l’ennesimo) di Strange. L’incantesimo delle Rune di Kof-Kol ha perforato la barriera che separa le realtà, permettendo l’ingresso non solo di persone, ma di entità ad altissima energia. Non stiamo parlando di persone qualunque, ma di anomalie viventi come Electro, che ha nel suo corpo un’enorme quantità di pura elettricità.
Introdurre violentemente queste anomalie nel nostro sistema chiuso è come prendere quella pallina ferma sul fianco della montagna e prenderla a calci, o a bastonate. Strange cerca disperatamente di contenere il danno nella “Macchina di Kadavus” (la sua scatola cubica), ma quando Goblin la distrugge, le barriere non possono fare altro che crollare definitivamente.
L’energia del Multiverso si riversa nel nostro mondo… e in fisica, se fornisci abbastanza energia a un sistema metastabile come il nostro universo, rischi di spingere la pallina troppo oltre il bordo della conca.

Bolle di nuova fisica?
Se quella pallina dovesse rotolare giù verso il “vero vuoto”, si innescherebbe una transizione di fase nota come Decadimento del Vuoto. Non vedremmo un’esplosione di fuoco alla Michael Bay, vedremmo esattamente ciò che accade nel cielo durante il finale del film: la formazione di “bolle” di nuovo vuoto che si espandono alla velocità della luce. In questo caso, brava Marvel per la rappresentazione corretta.
La cosa assurda è cosa succede al loro interno: le leggi della fisica verrebbero riscritte all’istante, le costanti fondamentali cambierebbero e la chimica come la conosciamo cesserebbe di esistere. Perchè? Beh, gli atomi non potrebbero più stare insieme e i protoni decadrebbero.
Chiunque venisse toccato da una di queste bolle viola non morirebbe semplicemente, ma peggio, verrebbe cancellato dall’esistenza a livello subatomico. Parliamo di un vero e proprio reset universale… e tutto questo solo per entrare all’MIT.

Un sacrificio più grande di quanto sembri
Quando Strange guarda le crepe e ammette sconfitto di non riuscire più a contenerli, ci sta dicendo che la struttura stessa della realtà sta cedendo. Il colore viola nel MCU poi, è spesso associato alla distruzione della realtà (esempio lampante la Gemma del Potere o Alioth nella serie Loki), e non è un caso cromatico.
Il sacrificio finale di Peter Parker, che accetta di essere dimenticato da tutti, assume quindi un peso molto diverso. Peter non ha solo salvato i suoi amici (dal non andare al college) o la città di New York da un’invasione di villain nostalgici. Chiedendo a Strange di lanciare l’incantesimo finale e chiudere le falle, ha di fatto impedito che la pallina del Campo di Higgs rotolasse giù per la montagna.
L’amichevole Spider-Man di quartiere ha letteralmente salvato il Modello Standard della fisica delle particelle. Senza quella scelta dolorosa, l’intero universo si sarebbe trasformato in una zuppa di particelle slegate, senza memoria, senza vita e senza più nessuno a ricordarsi di Peter Parker. E senza nessuna MIT da frequentare, un vero disastro.
Fonti:
- False vacuum
- Cos’è il bosone di Higgs? La spiegazione chiara e semplice
- Topology of cosmic domains and strings
Per approfondire la scienza dietro a film e serie tv:
