Nella foto scattata da Artemis II accostata alla Blue Marble del 1972, la Terra sembra spenta e triste. Sui social qualcuno ha parlato di inquinamento. La verità è molto più semplice.
Il 3 aprile 2026 l’account NASA ha pubblicato due foto affiancate. A sinistra la Terra vista da Artemis II, a destra la Blue Marble scattata dall’equipaggio di Apollo 17 il 7 dicembre 1972. Sui social, come previsto, è partito il finimondo. In molti hanno osservato come nella foto la terra appaia come un pianeta spento e malato. In molti hanno subito collegato la cosa all’inquinamento e al disastro ecologico che stiamo combinando. Solo che, seppur spinti da un’ottima morale, hanno preso una cantonata.
Una questione di luce
Il punto è che le due foto sono state fatte con il Sole in posizioni opposte. Quella del 1972 è diventata un’icona proprio perché gli astronauti avevano il Sole esattamente dietro le spalle. La Terra era illuminata e senza ombre. La foto di Reid Wiseman del 2 aprile 2026, al contrario, è stata scattata quasi in controluce.
Quello che stiamo realmente guardando
Nell’immagine diffusa dalla NASA, stiamo praticamente guardando il lato notturno della Terra. Lo smog sul pianeta è un problema enorme, è vero, ma il motivo per cui i colori sono spenti, in questo caso è solo il buio. Se fate caso all’angolo in basso a destra, c’è un bagliore netto: è l’alba che sta arrivando. E sulle zone scure, per esempio sulla penisola iberica, si vedono benissimo i reticoli gialli delle illuminazioni cittadine. I sensori moderni hanno persino beccato il bagliore verde delle aurore boreali e australi ai poli, un dettaglio che le vecchie macchine fotografiche analogiche degli anni ’70 non avrebbero mai registrato con quell’esposizione.
Che l’umanità stia inquinando e distruggendo ecosistemi a ritmi folli è un dato di fatto, lo ribadiamo, e non serve una foto della NASA per dimostrarlo. Ma questa foto non dimostra niente di tutto ciò. Dimostra solo che anche un pianeta intero e meraviglioso come il nostro, se illuminato male, fa una “brutta figura”.
Le 2 immagini a confronto:

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