La Terra sta cambiando e ne stiamo già subendo gli effetti. Ecco uno “spiegone” sulle cause e gli effetti del cambiamento climatico.

Quando parliamo di cambiamento climatico, ci riferiamo al cambiamento a lungo termine delle temperature e del clima sulla Terra. Da quando esiste (4,5 miliardi di anni), il nostro pianeta ha subìto molti cambiamenti, ma quelli più profondi si sono verificati in concomitanza con l’arrivo dell’uomo sulla Terra. Con l’avvento della combustione di carbone, petrolio e gas, che producono i cosiddetti gas serra, il nostro clima non ha fatto altro che peggiorare. Questi gas si sono guadagnati questo nome perché, una volta che vengono rilasciati nell’atmosfera, intrappolano il calore creando un vero e proprio “effetto serra” tutto intorno al pianeta.

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Le prove scientifiche del cambiamento climatico sono “inequivocabili”

Quando si parla di cambiamento climatico, viene spesso utilizzato il termine “riscaldamento globale”. Ma che differenza c’è? In sostanza il riscaldamento globale si riferisce al riscaldamento della Terra a lungo termine. Il cambiamento climatico include il riscaldamento globale, ma anche gli altri cambiamenti causati dall’uomo, come l’innalzamento del livello del mare, lo scioglimento dei ghiacciai, etc. Entrambi i termini sono corretti, ma il cambiamento climatico descrive un quadro più ampio di ciò che sta succedendo sulla Terra.

Tuttavia, alcuni negano ancora che il cambiamento climatico sia un problema reale. Ecco alcune prove scientifiche che ci hanno aiutato a capire che c’è un cambiamento climatico in atto. Secondo uno studio del 2020, le calotte glaciali dell’Antartide e della Groenlandia hanno perso una media di 279 miliardi di tonnellate di ghiaccio fra il 1993 e il 2019. In un rapporto ufficiale, invece, la NASA ci ha detto che la superficie terrestre continua a scaldarsi a velocità inaudite e che le recenti temperature sono le più alte mai registrate in oltre 2000 anni.

Un altro scienziato che si occupò di clima fu Joseph Fourier, che nel 1824 addirittura calcolò che per le sue dimensioni e la sua distanza dal Sole, la Terra dovrebbe essere molto più fredda di quanto non sia. Anche il livello del mare continuerà a salire, dato che i ghiacciai continueranno a sciogliersi. Tempeste e siccità peggioreranno, così come le ondate anomale e improvvise di calore. C’è modo di fermare questa autodistruzione?

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È vero che il cambiamento climatico c’è sempre stato?

Secondo la NASA, negli ultimi 650mila anni il nostro pianeta ha attraversato sette cicli di scioglimento e rigenerazione glaciale, inclusa l’ultima era glaciale avvenuta circa 11.700 anni fa e considerata l’inizio del “clima moderno”. Questi grandi cambiamenti naturali avvenuti nel corso della storia possono essere spiegati da piccoli cambiamenti nell’orbita della Terra che l’hanno esposta a più o meno energia solare.

Anche processi naturali come le eruzioni vulcaniche influenzano il nostro pianeta. Tuttavia, da sole non spiegano il riscaldamento improvviso che abbiamo registrato nell’ultimo secolo. D’altronde gli esseri umani abitano il pianeta da almeno 200mila anni, ma è intorno al 1760 che le cose hanno iniziato a cambiare drasticamente, con l’avvento dell’era industriale. Da quel momento gli esseri umani hanno contribuito non poco a emettere grandi quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. Assurdo che nel 2022 le fonti energetiche più utilizzate siano ancora quelle fossili.

Non tutto è perduto, però. Un’importante pietra miliare nella lotta al cambiamento climatico è stata l’accordo di Parigi del 2015, il primo trattato internazionale sul tema. L’accordo mira a ridurre le emissioni globali di gas serra per limitare l’aumento della temperatura entro i 2 gradi Celsius in questo secolo. I Paesi che hanno firmato il trattato hanno quindi accettato di impegnarsi per ridurre le emissioni di CO2 e lasciare un pianeta migliore alle future generazioni.

Riferimenti: Space.com

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