Gioia Rau, astrofisica ex NASA lancia l’allarme: la frenesia di aziende e governi minaccia di cancellare per sempre l’archivio naturale del nostro satellite.

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Gli ultimi due anni hanno stravolto il calendario dell’esplorazione spaziale. Nel febbraio 2024 un lander commerciale, Odysseus, costruito da Intuitive Machines, ha toccato il suolo lunare consegnando carichi della NASA. Pochi mesi dopo la sonda cinese Chang’e-6 ha riportato sulla Terra i primi campioni dal lato nascosto della Luna.

È l’inizio di una nuova era definita da una mescolanza di geopolitica e interessi commerciali. Eppure in questa frenesia di contratti miliardari c’è un grande assente che rischia di rimanere a terra, ovvero la scienza, come ormai troppo spesso sembra accadere.

Corsa alla Luna: perché la scienza rischia di perdere la sua occasione più grande
Sonda spaziale cinese Chang’e-6 sul suolo lunare.

Il rischio di arrivare tardi

Gioia Rau, astrofisica ex NASA, lancia un allarme chiaro, in un articolo pubblicato su Nature. La scienza sta perdendo il posto di guida. Stabilire una presenza umana sulla Luna e su Marte non è più solo un sogno ma una strategia che muove mercati reali.

Il problema è pratico: le tempistiche commerciali e i contratti vengono spesso chiusi bloccando i parametri tecnici prima ancora che gli scienziati possano dire la loro. Se non si agisce subito, siti unici potrebbero essere compromessi per sempre a causa di decisioni prese troppo in fretta.

Un archivio di 4,5 miliardi di anni

La Luna non è solo un trampolino verso Marte ma un archivio naturale che custodisce 4,5 miliardi di anni di storia del Sistema Solare. A differenza della Terra non ha atmosfera o tettonica a placche che cancellano il passato (e i danni). Il suo suolo conserva le tracce del bombardamento di asteroidi e delle radiazioni cosmiche.

I gas di scarico dei razzi e la polvere sollevata dagli atterraggi possono contaminare in un istante i depositi di ghiaccio dei poli. Inoltre, i satelliti per le comunicazioni, rischiano di cancellare il silenzio radio del lato nascosto della Luna, l’unico posto nel sistema solare interno perfetto per scrutare l’Universo profondo. Ma di questi rischi, spesso, nessuno sembra accorgersene.

Corsa alla Luna: perché la scienza rischia di perdere la sua occasione più grande
Il lander Nova-C Odysseus di Intuitive Machines prima di partire per la Luna (HOUSTON CHRONICLE/HEARST NEWSPAPERS).

La strategia del “passaggio a scrocco”

Non serve aspettare le grandi missioni ammiraglie da miliardi di dollari che richiedono decenni di sviluppo. La soluzione proposta da Rau è che bisognerebbe far volare subito carichi scientifici, pronti all’uso, sfruttando i passaggi offerti dai lander commerciali. Componenti standard ed economici permettono di costruire missioni valide a una frazione del costo.

Sismometri compatti e spettrometri possono viaggiare come passeggeri secondari sui lander privati o sui satelliti per telecomunicazioni. Questo approccio permetterebbe di salvare dati essenziali prima che l’ambiente lunare venga alterato irreversibilmente.

Investimenti e politica

​Il panorama politico si muove velocemente. Negli Stati Uniti il presidente Donald Trump ha proposto 9 miliardi di dollari per l’esplorazione lunare nel 2026 puntando su nucleare e biotecnologie spaziali. Per evitare che la scienza diventi un ripensamento,la proposta degli esperti è che le agenzie spaziali riservino una quota fissa della massa dei carichi ai progetti scientifici selezionati tramite concorso.

Anche la filantropia deve fare la sua parte finanziando progetti ad alto rischio che i governi evitano. Fondazioni private hanno già catalizzato progressi simili nell’astronomia terrestre e ora devono guardare allo spazio. La finestra d’azione è adesso mentre i siti vengono scelti e i contratti firmati. Riusciranno gli scienziati a farsi ascoltare prima che sia troppo tardi?

Non lo sappiamo ancora ma ci speriamo, perchè, per fare un piccolo “allarmismo” personale, continuando così tra vent’anni non avremo svelato i segreti della Luna, l’avremo solo trasformata nella discarica più costosa della storia, seppellendo dati unici sotto tonnellate di polvere, gas di scarico e avidità.

Per saperne di più:

Why space exploration needs science leadership now — before it’s too late