Tra i fondatori del programma SETI, selezionò i contenuti incisi nel disco d’oro delle sonde Voyager. Ripercorriamo la carriera di questo scienziato planetario a 25 anni dalla sua morte.

Oggi Carl Sagan avrebbe compiuto 87 anni se un cancro ematico non ce l’avesse portato via a soli 62 anni, nel 1996. Astronomo, divulgatore scientifico e autore di fantascienza, pubblicò più di 600 articoli scientifici nel corso della sua vita. Appassionato alla ricerca della vita extraterrestre, fu uno dei fondatori del programma SETI e colui che selezionò i messaggi contenuti nei dischi d’oro montati dalla NASA sulle sonde Voyager, negli anni Settanta.

Carl Sagan, una vita tra le stelle. Credit: NASA.

Il selfie della Terra più bello di sempre fu un’idea di Carl Sagan

A proposito di sonde Voyager: molti anni dopo, nel 1990, fu proprio Carl Sagan a proporre di voltare una delle camere montate sulla sonda Voyager 1 per scattare una foto che rimase impressa nella storia. Si tratta di uno scatto che ritrae la nostra Terra da una distanza di oltre sei miliardi di chilometri. Gli astronomi l’hanno soprannominata “Pale Blue Dot” e rimane il selfie più bello che gli esseri umani si siano mai scattati dallo spazio.

Non solo, perché Sagan fu autore di fantascienza. Libri come “I draghi dell’Eden” o “Contact” (da cui è stato poi tratto il film) rimangono impressi nella memoria di chi ha saputo apprezzarne anche la scrittura e la vena creativa. A tal proposito vi consigliamo di recuperare anche la bellissima serie tv intitolata “Cosmos”, narrata da un altro grande dell’astronomia come Neil deGrasse Tyson, in cui si esplora il mondo delle stelle, dei pianeti e infine della vita per come non la conosciamo. Sagan fu anche uno di quelli che fece numerose battaglie contro le superstizioni (i cosiddetti negazionisti dell’epoca), contro l’oscurantismo e l’irrazionalità. Era, insomma, una persona dotata di un talento raro nel divulgare la scienza, che ricorderemo per sempre negli annali della nostra memoria.

Tanti auguri Carl Sagan!

Il selfie scattato dalla sonda Voyager 1. Nel cerchio rosso la Terra è visibile come un minuscolo puntino nel buio del cosmo. Credit: NASA.

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