Dopo diversi rinvii, il razzo di Blue Origin parte finalmente da Cape Canaveral con le sonde NASA pronte a studiare Marte.
L’esplorazione spaziale ha un nuovo, fondamentale protagonista. Blue Origin, la compagnia di Jeff Bezos, è entrata ufficialmente nella corsa per Marte. Giovedì 13 novembre 2025, il loro razzo pesante New Glenn ha completato con successo la sua seconda missione, inviando una coppia di sonde NASA (ESCAPADE) in un lungo viaggio verso il Pianeta Rosso. L’evento segna un successo ancora più grande, avvenuto dieci minuti dopo il lancio: il rientro e l’atterraggio verticale perfetto del primo stadio del razzo, un traguardo tecnologico che rafforza la posizione di Blue Origin nel mercato dei lanci orbitali, terminando, forse, il monopolio di Space X.
La missione NASA ESCAPADE
Il New Glenn è decollato dal Launch Complex 36 di Cape Canaveral. A bordo, le due sonde gemelle della missione ESCAPADE della NASA. Le sonde ora passeranno circa un anno in un’orbita sicura vicino alla Terra. Il prossimo autunno, quando l’allineamento planetario sarà favorevole, sfrutteranno l’assistenza gravitazionale terrestre per iniziare il loro viaggio di 10 mesi verso Marte, con arrivo previsto nel 2027, dove studieranno la magnetosfera marziana.

Il momento cruciale: l’atterraggio del booster
Il momento più atteso è stato l’atterraggio. Dopo la separazione, il primo stadio del New Glenn ha eseguito una complessa manovra di rientro. Invece di cadere nell’oceano, ha riacceso i suoi motori BE-4 per una discesa controllata di precisione, centrando la piattaforma oceanica Jacklyn nell’Atlantico. Questo è un successo fondamentale: nel volo inaugurale del New Glenn a gennaio, il booster era andato perduto. La difficoltà è immensa: si tratta pur sempre di far atterrare un razzo di 98 metri su un bersaglio mobile nell’oceano.

L’impatto di Blue Origin sulla competizione spaziale
Questo successo posiziona Blue Origin come il secondo operatore privato capace di gestire missioni scientifiche su scala NASA, ampliando le opzioni per logistica e lancio interplanetario. Il riutilizzo dei booster è un fattore chiave per abbattere i costi dei viaggi spaziali. Avere due sistemi di lancio pesante riutilizzabili (New Glenn e Starship di SpaceX) offre alla NASA alternative cruciali per i suoi programmi futuri, come Artemis, e stimola la competizione tecnologica.
Fonti:
- ESCAPADE Mission Overview (NASA).
- Breakthrough: Blue Origin Nails Booster Landing in Historic Mars Launch (ScienceAlert)
