​3I/ATLAS, terzo visitatore interstellare, passerà alla minima distanza dalla Terra. Non si vedrà a occhio nudo, ma i dati sulla sua composizione stanno continuando a spiazzare gli scienziati.

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Il 19 dicembre la cometa 3I/ATLAS tocca il perigeo. È il punto più vicino a noi, ma meglio abbassare da subito le aspettative: a differenza di quanto si crede, non vedremo scie luminose a occhio nudo. Per osservarla servirà almeno un telescopio di fascia alta e un cielo buio.

La vera notizia non è lo show mancato, ma quello che sta venendo riscontrato dagli spettrometri. Gli astronomi hanno fatto notare a riguardo, come stavolta abbiamo avuto un vantaggio enorme: il tempo. Perchè “stavolta”? Perchè con ‘Oumuamua nel 2017 ci svegliammo quando era già troppo tardi, mentre con Borisov nel 2019 corremmo troppo. Pur avendo seguito, ottenuto immagini e composizione della cometa, i dati sembrano non tornare. Abbiamo ancora una strana sensazione di deja-vu.

Cosa dicono le nuove analisi

Le comete del nostro Sistema Solare sono fondamentalmente blocchi di ghiaccio d’acqua sporco, 3I/ATLAS invece è carica di anidride carbonica, cosa già rilevata in passato, ma ora molto più chiara. La differenza è evidente: l’acqua e la CO2 congelano a temperature molto diverse, quindi trovare tutta questa anidride carbonica, ci dice che l’oggetto si è formato in una regione estremamente remota del suo sistema stellare, molto più fredda e lontana rispetto alla “zona dell’acqua” dove nascono le nostre comete. È un po’ come trovare un pinguino nel Sahara, vero?

Cometa interstellare 3I/Atlas

Una cometa espulsa nel vuoto

La storia di questo oggetto è probabilmente molto violenta: i modelli indicano che è stato espulso dal suo sistema natale a causa dell’interazione gravitazionale con un pianeta gigante (un po’ come Giove ha fatto “pulizia” da noi miliardi di anni fa, scagliando detriti ovunque).

Un regalo di Natale (se avete l’attrezzatura giusta)

Come fatto notare dalla miriade di persone, esperte e non, interessate alla vicenda, questo passaggio sarà un “regalo di Natale anticipato“, e non solo per la data del 19 dicembre. La cosa eccezionale di 3I/ATLAS è che, per una volta, non serve un osservatorio da miliardi di dollari per vederla. Un po’ come con la notizia degli ultimi giorni di “una supernova che potrete vedere nel cielo”, non servirà alzare gli occhi al cielo per vederla brillare come la Stella Polare, poichè la sua vicinanza la renderà visibile solo a chi ben attrezzato.

Oggetto interstellare 3I/ATLAS

Chi possiede anche solo un telescopio amatoriale di buon livello ha un’opportunità reale di poter ammirare 3/I ATLAS. Puntando lo strumento nel posto giusto (lontano da lampioni e inquinamento luminoso, ovviamente) si può riuscire a intercettare questo puntino di luce. È una rarità: di solito gli oggetti interstellari sono così deboli e veloci da restare fantasmi per tutti, tranne che per i professionisti.

Ognuna fa storia a sé

Adesso tocca al James Webb. Dobbiamo capire se questa chimica “esotica” è la norma per gli oggetti interstellari o se 3I/ATLAS è una totale eccezione. Borisov era piena di monossido di carbonio, questa cometa invece di CO2. Sembra che ogni visitatore abbia una ricetta chimica diversa. Abbiamo pochi giorni per raccogliere i dati prima che torni nel buio (dei nostri occhi), e considerando la rarità di questi oggetti, chissà quando ricapiterà un’occasione simile.

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