Durante l’evento “Ignition” sono stati annunciati i prossimi passi dei programmi spaziali della NASA e gli obbiettivi fissati.
Nell’ambito dell’evento “Ignition” tenutosi martedì 24 marzo, la NASA ha annunciato una serie di iniziative trasformative a livello di agenzia, concepite per attuare la Politica Spaziale Nazionale del Presidente Donald J. Trump e promuovere la leadership americana nello spazio. Queste azioni riflettono l’urgenza del momento, ma anche l’enorme opportunità che si prospetta per la scienza e per le scoperte che potrebbero cambiare il mondo. Gli annunci si basano sui recenti aggiornamenti del programma Artemis, tra cui la standardizzazione della configurazione del razzo SLS (Space Launch System), l’aggiunta di una missione supplementare nel 2027 e l’esecuzione di almeno un allunaggio sulla superficie terrestre ogni anno a partire da tale data. In base a questa architettura aggiornata, Artemis III – prevista per il 2027 – si concentrerà sul collaudo dei sistemi integrati e delle capacità operative in orbita terrestre in vista dell’allunaggio di Artemis IV.
Il ritorno sulla Luna

In attesa del lancio della missione Artemis II nel mese di aprile, la NASA sta lavorando sulle successive missioni Artemis III, prevista non prima del 2027, non allunerà più ma testerà le procedure di attracco in orbita terrestre. A causa di ritardi tecnici, in particolare legati alla Starship di SpaceX, il primo atterraggio con equipaggio è stato posticipato ad Artemis 4 nel 2028, mirando a un approccio più sicuro e competitivo.
Guardando oltre Artemis V, la NASA ha annunciato il 24 marzo che inizierà a integrare un maggior numero di componenti hardware di provenienza commerciale e riutilizzabili per effettuare missioni con equipaggio frequenti ed economiche sulla superficie lunare, puntando inizialmente ad atterraggi ogni sei mesi, con la possibilità di aumentare la frequenza man mano che le capacità matureranno.
Per garantire una presenza umana duratura sulla Luna, la NASA ha anche annunciato un approccio graduale alla costruzione di una base lunare. Nell’ambito di questa strategia, l’agenzia intende sospendere il programma Gateway nella sua forma attuale e concentrarsi sulla realizzazione di infrastrutture che consentano operazioni di superficie prolungate. Nonostante le difficoltà riscontrate con alcune apparecchiature esistenti, l’agenzia riutilizzerà le attrezzature idonee e sfrutterà gli impegni dei partner internazionali per supportare questi obiettivi. Nei prossimi giorni, la NASA pubblicherà richieste di informazioni (RFI) e bozze di richieste di proposte (RFP) per garantire il continuo progresso nel raggiungimento degli obiettivi nazionali.
Costruzione della base lunare

Il piano della NASA per stabilire una presenza lunare stabile si articolerà in tre fasi ben definite.
- Fase uno: Costruire, testare, imparare.
La NASA ha intenzione di passare da missioni su misura e poco frequenti a un approccio modulare e ripetibile. Attraverso le consegne CLPS (Commercial Lunar Payload Services) e il programma LTV (Lunar Terrain Vehicle), l’agenzia aumenterà il ritmo delle attività lunari, inviando rover, strumenti e dimostrazioni tecnologiche che miglioreranno la mobilità, la generazione di energia (incluse unità di riscaldamento a radioisotopi e generatori termoelettrici a radioisotopi), le comunicazioni, la navigazione, le operazioni di superficie e un’ampia gamma di indagini scientifiche. - Fase due: Creazione delle infrastrutture iniziali.
Forte delle lezioni apprese dalle prime missioni, la NASA si sta orientando verso la realizzazione di infrastrutture semi-abitabili e una logistica regolare. Questa fase supporta le operazioni ricorrenti degli astronauti sulla superficie e integra importanti contributi internazionali, tra cui il rover pressurizzato della JAXA (Agenzia spaziale giapponese) e potenzialmente altri carichi scientifici, rover e capacità infrastrutturali/di trasporto dei partner. - Fase tre: Abilitare la presenza umana di lunga durata.
Con l’entrata in funzione dei sistemi di atterraggio umano (HLS) in grado di trasportare merci, la NASA fornirà le infrastrutture più pesanti necessarie per una presenza umana continua sulla Luna, segnando il passaggio dalle spedizioni periodiche a una base lunare permanente. Ciò includerà gli Habitat Multiuso (MPH) dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), il Veicolo Utilitario Lunare (LUV) della CSA (Agenzia Spaziale Canadese) e opportunità per ulteriori contributi in materia di abitazione, mobilità di superficie e logistica.
Stabilizzazione sull’orbita terrestre bassa

Al lavoro per la costruzione di un’architettura lunare sostenibile, la NASA ribadisce anche il suo impegno per l’orbita terrestre bassa. Per oltre due decenni, la Stazione Spaziale Internazionale ha funzionato come laboratorio orbitale di livello mondiale, consentendo oltre 4.000 ricerche, supportando più di 5.000 ricercatori e ospitando visitatori provenienti da 26 paesi. La Stazione Spaziale ha richiesto 37 voli dello Space Shuttle, 160 passeggiate spaziali, due decenni e oltre 100 miliardi di dollari per essere progettata, sviluppata e costruita. Il laboratorio orbitale non può funzionare indefinitamente. La transizione verso stazioni commerciali deve essere ponderata, deliberata e strutturata per supportare il successo a lungo termine del settore.
La NASA sta introducendo una nuova strategia per l’orbita terrestre bassa (LEO) e sta raccogliendo feedback dal settore industriale. Questa strategia preserva tutte le attuali traiettorie di esplorazione spaziale, introducendo al contempo un approccio graduale, ancorato alla Stazione Spaziale Internazionale, per evitare interruzioni nella presenza umana statunitense e favorire lo sviluppo di un solido ecosistema commerciale. Secondo questo approccio alternativo, la NASA acquisterebbe un modulo centrale di proprietà governativa da agganciare alla Stazione Spaziale, seguito da moduli commerciali che verrebbero validati utilizzando le capacità della Stazione Spaziale Internazionale e successivamente sganciati per il volo libero.
Una volta raggiunte le capacità tecniche e operative necessarie e confermata la domanda di mercato, le stazioni verrebbero sganciate e la NASA diventerebbe uno dei tanti clienti che acquistano servizi commerciali. Per stimolare l’economia orbitale, la NASA amplierebbe le opportunità per il settore, includendo missioni con astronauti privati, vendita di posti di comandante, missioni congiunte, concorsi per moduli multipli e premi a sorteggio.
Promuovere scoperte rivoluzionarie con le attuali missioni scientifiche e in fase di sviluppo

In un’epoca d’oro di esplorazione e scoperta, la NASA sfrutta appieno ogni opportunità per portare la scienza nello spazio. Il telescopio spaziale James Webb continua a trasformare la nostra comprensione dell’universo primordiale, la sonda solare Parker ha attraversato l’atmosfera del Sole, la NASA ha dimostrato di poter difendere il pianeta deviando gli asteroidi e i dati scientifici sulla Terra sono ampiamente utilizzati dalle aziende americane, dall’agricoltura statunitense e dai servizi di soccorso in caso di calamità. Sulla Stazione Spaziale Internazionale, la NASA sta conducendo esperimenti pionieristici nel campo della scienza quantistica.
Le future opportunità rafforzeranno la leadership statunitense nelle scienze spaziali. Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman, il cui lancio è previsto già per questo autunno, amplierà la nostra comprensione dell’energia oscura e ha stabilito un nuovo standard per la gestione di grandi missioni scientifiche. Dragonfly lancerà un ottocottero a propulsione nucleare nel 2028, che raggiungerà Titano, la luna di Saturno, nel 2034 per esplorarne il complesso ambiente ricco di materia organica.
Sempre nel 2028, la NASA lancerà e consegnerà su Marte il rover Rosalind Franklin dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), con a bordo lo spettrometro di massa MOMA (Mars Organic Molecule Analyzer), che potrebbe consentire la rilevazione e l’analisi di materia organica più avanzate mai effettuate su Marte. Una nuova missione di scienze della Terra, il cui lancio è previsto per il prossimo anno, misurerà per la prima volta l’evoluzione delle dinamiche all’interno delle tempeste convettive, migliorando la previsione di eventi meteorologici estremi fino a sei ore prima del loro verificarsi.
Scienza lunare

L’agenzia ha spiegato in dettaglio come i progressi nella scienza lunare saranno resi possibili anche dalla costruzione della Base Lunare e saranno alla base della futura esplorazione della Luna e di Marte. Con una cadenza accelerata del programma CLPS, che prevede fino a 30 atterraggi robotici a partire dal 2027, la NASA sta accelerando la consegna di scienza e tecnologia sulla superficie lunare. Ci saranno molte opportunità per il trasporto di carichi utili, tra cui rover, piattaforme di lancio e droni, con contributi benvenuti da parte dell’industria, del mondo accademico e dei partner internazionali.
Tra i carichi utili a breve termine figurano il rover VIPER e la missione LuSEE-Night. Il 24 marzo verrà pubblicato un bando di gara (RFI) che richiederà carichi utili in grado di supportare gli obiettivi scientifici e tecnologici della NASA per ulteriori voli nel 2027 e nel 2028. Ciò consentirà a studenti e ricercatori di tutto il paese di lavorare su strumenti scientifici da utilizzare sulla superficie lunare negli anni a venire. Questo bando richiederà anche carichi utili da integrare nelle future missioni su Marte, tra cui la Mars Telecom Network (MTN) e una missione dimostrativa di tecnologia nucleare.
L’agenzia intende collaborare con organizzazioni filantropiche e di ricerca finanziate privatamente che condividono gli stessi obiettivi nel campo delle scienze spaziali. Altri bandi di gara (RFI) pubblicati il 24 marzo rafforzeranno le partnership e le capacità commerciali nell’ambito del programma “Science as a Service”, consentendo alla NASA di snellire le operazioni preesistenti e concentrare gli investimenti sulle missioni innovative che solo l’agenzia può guidare. Infine, la NASA svelerà una coppia di immagini inedite provenienti dai telescopi spaziali James Webb e Hubble. Queste immagini mostrano il pianeta Saturno con un dettaglio senza precedenti, sia nelle lunghezze d’onda infrarosse che in quelle visibili.
Energia nucleare nello spazio

Oltre a queste missioni scientifiche, dopo decenni di studi e in risposta alla Politica Spaziale Nazionale, la NASA ha annunciato un importante passo avanti nel portare l’energia e la propulsione nucleare dal laboratorio allo spazio. La NASA lancerà verso Marte, entro la fine del 2028, lo Space Reactor-1 Freedom, la prima sonda interplanetaria a propulsione nucleare, dimostrando l’efficacia della propulsione elettrica nucleare nello spazio profondo. La propulsione elettrica nucleare offre una straordinaria capacità di trasporto di massa efficiente nello spazio profondo e consente missioni ad alta potenza oltre Giove, dove i pannelli solari non sono efficaci.
Quando la sonda SR-1 Freedom raggiungerà Marte, rilascerà il carico utile Skyfall, composto da elicotteri di classe Ingenuity, per continuare l’esplorazione del Pianeta Rosso. La missione SR-1 Freedom creerà un patrimonio di equipaggiamento nucleare per il volo, stabilirà precedenti normativi e di lancio e attiverà la base industriale per i futuri sistemi di energia a fissione per la propulsione, le missioni di superficie e quelle di lunga durata. La NASA e il suo partner del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti sbloccheranno le capacità necessarie per un’esplorazione prolungata oltre la Luna e per i futuri viaggi verso Marte e il sistema solare esterno.
Nessuna di queste iniziative può avere successo senza il personale della NASA. Come già annunciato, l’agenzia sta ricostruendo le proprie competenze chiave, convertendo migliaia di posizioni di appaltatori in contratti di servizio civile e ripristinando i punti di forza ingegneristici, tecnici e operativi che ci si aspetta dalla principale organizzazione spaziale al mondo. La NASA sta ampliando le opportunità per tirocinanti e professionisti all’inizio della carriera e, in collaborazione con l’Ufficio per la gestione del personale degli Stati Uniti e la NASA Force, sta creando nuovi percorsi per talenti esperti del settore che desiderano prestare servizio tramite incarichi a tempo determinato. L’agenzia si propone inoltre di offrire ai dipendenti della NASA l’opportunità di acquisire una preziosa esperienza lavorando nel settore spaziale tecnologicamente più avanzato della storia.
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